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Angelo RULLINI
nasce ad Avola ma vive e opera a Cassibile.
Allievo di maestri scultori come Pippo Caruso e Giovanni Migliara,
frequenta l'istituto d'arte di Siracusa. L'amore per la propria
terra gli ispira componimenti in dialetto aventi come tema la
cultura popolare, e tra questi una "Storia di Santi". Si dedica
anche alla poesia in lingua e ne fa una raccolta in "Sensazioni di
vita e di mito". La sua arte vuole essere riflesso di pensiero che è
presente, passato e futuro attraverso l'idea dei mito che nasce e si
libera nella universalità delle cose e dell'esistenza. Nella sua
poesia, prima che contenuti, necessitano suoni di parole, cadenze e
ritmi, come nella pittura prevalgono gli accostamenti di colore e
senso estetico che riportano alla storicità di ogni manifestazione.
Nel passato ha collaborato a qualche giornale locale, interessandosi
di storia, costumi e tradizioni della provincia di Siracusa, ma
anche della Sicilia in genere. Da diversi anni riscuote consensi
partecipando a diverse rassegne pittoriche e a concorsi di poesia.
Di recente si è classificato al 3° posto al Premio Letterario "Il
Convivio 2002" tenutosi a Giardini Naxos, con la silloge "Ai figli
di Marte".
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Voglio
parlarvi di
un libro...
INCONTRO AL
TEMPO
di Giusi
Blanco
Angelo
Rullini
offre con i
“Figli di
Marte” alle
generazioni
future la
possibilità
di un
viaggio
affascinante
incontro al
tempo della
storia e,
soprattutto,
del mito nel
regno delle
emozioni e
della
fantasia.
Cullati
dalle onde
del tempo si
salpa dalla
riva di una
terra
incantata e
ci si
immerge in
un mare di
ricordi,
inseguendo
tracce del
passato alla
scoperta
della
propria
identità,
alla
scoperta del
proprio
essere, vivo
e capace di
emozionarsi.
Rullini
ricerca
continuamente
il mare, il
sole, i
sapori, i
profumi, i
colori della
sua Sicilia
dove mare e
cielo,
cristallizzati
dal mito,
sono
inconfondibilmente
unici ed
eterni.
Questi
elementi
naturali,
semplici,
nudi ma
universali
portano
lontano in
un paesaggio
mitico e
trasmettono
la verità,
una verità
fatta da
eventi e
segni del
passato che
danno senso
all’esistenza.
Egli,
dunque,
ricerca il
mito nella
vita, il
mito
riflesso
dalla natura
perché
chiave di
lettura e di
interpretazione
della vita
che si
realizza nel
tempo ma si
vive nella
dimensione
mitica. Il
mito rende
capaci di
sognare e
comprendere
ogni goccia
del mare,
ogni
granello di
sabbia che
riportano
alla mente
pensieri e
giorni
andati.
Grande
protagonista
un tempo
mitico,
cristallizzato
dove
passato,
presente e
futuro
coesistono,
coincidono;
scorporando
i tre tempi
non è
possibile
coniugare
l’essere,
realizzare e
vivere
un’esistenza
significativa.
Nel suo
viaggio a
ritroso
verso le
origini
osserva il
lungo andare
delle nubi
all’infinito;
vede ogni
lontano
passato
rivivere
grazie al
sole;
ascolta
l’antico
raccontato
da pietre.
Il vento con
il suo manto
assapora,
scorre e
vivifica
ogni cosa e
sussurra al
tempo, fra
vicoli
solitari,
segreti
comprensibili
solo dai
bambini
perché
capaci di
sognare.
Anche la
luna,
viaggiando
sul mare,
attraverso
le notti del
tempo, canta
favole e
miti e,
nella magia
della sera,
conduce
all’orizzonte
dove
perdersi per
poi
ritrovarsi
come esseri
con il
cuore.
Egli si
estranea in
luoghi
immensi e
solitari,
trasferisce
la sua mente
e il suo
animo nel
mare e nel
deserto,
regni del
silenzio
eterno,
testimoni
della storia
e del mito:
l’acqua
protegge e
racconta il
passato, le
tempeste di
sabbia
coprono e
conservano
il tempo.
E così fra
nudi scogli
e sassi, fra
nude foglie
e maglie di
pescatori,
tra vuoti di
tristi
tonnare
scordate dal
tempo
Rullini
ritrova se
stesso e
paragona la
sua
esistenza ad
“una tela
sgangherata,
tarlata dal
rammarico e
dal
rimpianto”.
Il
linguaggio
semplice è
giocato sui
suoni, i
ritmi e le
cadenze e
ben si
adatta ad
una poesia
delle
origini, del
mito, della
quotidianità
di un tempo
intriso di
odori e
sapori, di
colori e
ricordi
della sua
infanzia e
della sua
terra.
Angelo
Rullini,
Ai figli di
Marte
(Collana di
poesia ''Araba
Fenice''
n. 22),
2006, 8°,
pp. 56, Euro
8,00
Acquista
A PALERMO IL
16 NOVEMBRE
2007
la giuria
della 29a
edizione del
Premio
Internazionale
di poesia
"Sicilia
2007",
sezione
edita in
volume.
ha assegnato
il secondo
premio
previsto al
libro "I
figli di
Marte".
fonte:
http://www.libreriaeditriceurso.com/
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PAISI
MIU
Ràula mia vasata ri lu mari
nun passa jornu ca' nun'ài lu suli
si visitata ri ravanti e 'arreri
ri ogni civiltà tu fusti çiuri.
Tu fusti terra ri artisti veri
ri Santi prutitturi r'ogni 'mali
terra tu fusti ri gelsuminu 'raru
ri mennuli, aulivi e tantu meli.
Giuseppi Bianca tio fici 'mpurtanti
don Alissandru Caia ti cantau
ri la muntagna a 'mari tu ti stenni
e lu parrinu Italia ti tracciau.
Ci su' jardini 'i oru prufumati
ri zàchira r'aranci e 'minnuliti
ni lu misi ri lugliu su' affuddati
li costi ri bagnanti ammunziddati.
E nun parramu ri beddi nuttati
passati all'allustru ri la luna
sutta 'nu çielu ri stiddi siminati
ca' scrivunu 'na storia a 'mia luntana.
'Nti 'nu curtigghiu tou iu cci nascii
li primi passi iu cci siminai
ri tanti cosi cciui nun pensu nenti
ma ri Ràula canusciu tanti cunti.
Ho voluto dare la natura delle sensazioni alle mie poesie che
ritengo poi sensazioni di vita ma anche di mito, visto che sul
fenomeno si concentrano tutte le emozioni della mia esistenza.
Senza l'idea del mito, che mi accompagna come idea di tempo e di
storia, il mio essere risulterebbe enormemente vuoto e privo di
emozioni.
E' l'idea del vissuto che riesce ad essere stimolo dalle emotività
dell'essere vivo, divenendo così ricerca del mito nella vita che si
riflette in ogni azione, in ogni segno e, quindi, in ogni verso.
Una volta ho scritto che noi siamo figli della luna, verranno i
giorni per i figli di Marte: a loro, principalmente a loro, voglio
dedicare questa mia raccolta.
L'AUTORE |